Ad un anno dall’insediamento del nuovo Governo, e in occasione della chiusura della scuola politica Teste Calde 2023, abbiamo promosso un flash mob a Roma il giorno venerdì 20 ottobre, invitando associazioni, movimenti ed esponenti della politica a mobilitarsi per mettere in evidenza la mancanza di progressi, anzi, i passi indietro fatti negli ultimi 12 mesi in ambito di eguaglianza di genere, e chiedere un impegno concreto e serio delle istituzioni per il raggiungimento della parità non solo tra generi, ma anche tra generazioni.

Il giuramento di Giorgia Meloni il 22 ottobre ha segnato la storia del nostro Paese; in tant* affermarono che la sua nomina fosse la dimostrazione del raggiungimento della parità di genere in politica.
I dati sembrano affermare il contrario: nell’edizione 2022 del Global Gender Gap Index del World Economic Forum, l’Italia scende di ben 16 posizioni, passando dalla 63esima alla 79esima. L’ambito in cui la situazione è maggiormente peggiorata è proprio quello politico, in cui l’Italia ha perso ben 24 posizioni vista la diminuzione di rappresentanza femminile in Parlamento, nei ministeri e la scarsissima presenza di donne a livello regionale e municipale. Anche dal punto di vista dell’economia, l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è ben lontana dal rispettare gli obiettivi trasversali di equità di genere e generazionale che il Paese si era posto nel 2020. Per esempio, gli obblighi di assunzione (30%) previsti per donne e giovani non saranno rispettati nel 70% circa delle gare. D’altro canto, anche per persone di altro genere e/o orientamento sessuale il campo dei diritti sembra regredire piuttosto che avanzare: una serie di decisioni di Governo e autorità locali mettono a rischio i passi avanti, già molto tardivi, fatti dall’Italia.
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