Sullo Stesso Podio: Atlet3 e Parità per un Altro Genere di Sport
Il 24 novembre, nella sede del CONI Toscana a Firenze, EquALL ha dato vita all’evento “Sullo Stesso Podio: Atlet3 e Parità per un Altro Genere di Sport”, un laboratorio interattivo e provocatorio che ha acceso i riflettori sul tema della parità nello sport. In collaborazione con Rai per la Sostenibilità – ESG, Sport e Salute, e CONI Toscana, l’iniziativa ha riunito atleti, dirigenti sportivi, giornalisti e giovani delle società sportive in un dialogo aperto e senza filtri.

Sport e Parità: Un Percorso Ancora Lungo
Da un linguaggio sportivo ancora intriso di stereotipi di genere, ai divari salariali tra professioniste e professionisti, passando per l’imbarazzo nell’affrontare la realtà delle atlete e degli atleti trans, lo sport riflette molte delle disuguaglianze che permeano la società. Il laboratorio ha affrontato questi temi con l’obiettivo di stimolare un cambiamento culturale e sistemico.
Un Inizio Pungente: La Telecronaca degli Stereotipi
L’evento si è aperto con la messa in scena di una telecronaca sportiva, volutamente densa di stereotipi di genere. Questo momento teatrale ha offerto uno spunto per una riflessione collettiva, aprendo il dibattito su come il linguaggio contribuisca a perpetuare le disuguaglianze.
Un Dialogo a Microfono Aperto
La moderatrice Marinella Baschiera di EquALL ha guidato il dialogo coinvolgendo figure di spicco del mondo sportivo e giornalistico, tra cui:
- Arianna Voto, giornalista di Rai per la Sostenibilità – ESG
- Erika Morri, dirigente sportiva e rugbista della Nazionale Italiana
- Ester Balassini, atleta olimpica del lancio del martello.
- Francesco Repice, inviato di Rai Radio1 Sport
- Giulia Orlandi, Silvia Corsi, Elisabetta Tona, Serena Patu e Lucia Balirano, calciatrici della Fiorentina e della Nazionale Italiana.
- L’incontro si è concluso con un momento di grande impatto emotivo: la testimonianza di Susan Khojasta, calciatrice afghana rifugiata a Firenze.
Dai laboratori interattivi agli strumenti concreti, come l’adozione di un linguaggio inclusivo e la sensibilizzazione nelle società sportive, l’evento ha lasciato un messaggio chiaro: la parità nello sport è possibile, ma richiede l’impegno di tutti e tutte.
Perché solo salendo sullo stesso podio, possiamo davvero vincere insieme.

