La Newsletter di EquALL N.2 - È tempo di bilanci
La Newsletter di EquALL
È tempo di bilanci

Sono iniziati a Bruxelles i negoziati per le prossime prospettive finanziarie dell’Unione Europea (2028-2035) e un tema “caldo” sul tavolo dei co-legislatori è il “bilancio di genere”, che la Commissione europea aveva iniziato a promuovere qualche anno fa ma su cui pare si stia riverberando la tempesta “anti-DEI” - contro le politiche di inclusione - che spira da oltre oceano. 

Ma che cos’è un bilancio di genere?
Ispirato dall’approccio economico femminista, di cui ci ha parlato Marcella Corsi alla scuola Teste Calde 2024, si tratta di  una metodologia di analisi economica che prende in considerazione i diversi impatti che la spesa e la raccolta di risorse finanziarie da parte di enti pubblici e privati possono avere su persone di generi diversi. Effettuare un bilancio di genere, per esempio a livello statale, regionale, o all’interno di un’azienda, significa fare una valutazione, ex-ante, ex-post o in corso d’opera, degli effetti che i processi finanziari possono avere in ottica di  riduzione (o amplificazione!) delle disparità di genere. 

Mentre la Commissione europea ha, da poco e molto cautamente, dato avvio al  processo e i dibattiti politici attuali sembrano rimettere in discussione la promozione del bilancio di genere a livello UE, per una volta l’Italia può dirsi promotrice di una buona prassi. Non solo i bilanci di genere esistono in vari contesti locali e universitari, ma da ormai dieci anni, in fase di rendicontazione, la Ragioneria Generale dello Stato redige un bilancio di genere delle finanze pubbliche. L’ultimo Bilancio di Genere - per l’esercizio finanziario 2023 - è stato pubblicato l’8 marzo scorso.

Ed è proprio su questo tema che vorremmo focalizzarci in questo numero della nostra newsletter, partendo proprio dal progetto che abbiamo realizzato sulla valutazione d’impatto di genere del PNRR oltre ad una serie di iniziative che abbiamo seguito volte a promuovere maggiore trasparenza nell’impatto delle risorse finanziarie sulle disparità di genere.

Buona lettura!

Aprire le porte del bilancio di genere alle PMI

Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), l’equità di genere non è più un’opzione ma una direzione strategica per le imprese italiane al fine di adeguarsi alle normative europee e agli incentivi dello Stato italiano. Il progetto “The Other Half of Next Generation EU”, realizzato da EquALL è  nato proprio per aiutare le piccole e medie imprese (PMI) italiane a cogliere questa opportunità. Infatti, pur rappresentando la spina dorsale del sistema produttivo italiano, le piccole e medie imprese spesso non hanno accesso a strumenti informativi e formativi adeguati per affrontare i cambiamenti normativi e culturali legati all’equità di genere.

In un contesto nel quale le nuove regole sugli appalti pubblici e la rendicontazione di sostenibilità stanno diventando sempre più rilevanti, abbiamo deciso fosse importante fornire informazioni e strumenti concreti.
Il risultato è serie di video formativi brevi e accessibili, pensati per aiutare a leggere il PNRR in chiave di genere, spiegando concetti come la condizionalità, la premialità e il rapporto di genere negli appalti e aiutando nella creazione di un bilancio di genere per le PMI. Infine, abbiamo deciso di dedicare un focus particolare al settore edile, per aiutare le imprese di questo comparto – tradizionalmente a forte prevalenza maschile – a riconoscere gli ostacoli strutturali e progettare soluzioni inclusive.

Guarda il video
L'impatto della Legge di Bilancio

Quanto sappiamo di come i 1.230 miliardi di euro di spese approvate dal Parlamento con il Disegno di Legge di Bilancio 2025-2027 influiranno sull’equità di genere in Italia?  

Oltre alla visione analitica delle entrate e spese  riportate nell’ App Bilancio Aperto della Ragioneria Generale di Stato, dal  2019 l’associazione Copernicani applica il software budget.g0v.it  agli open data delle voci di spesa per fornire una sintetica rappresentazione visiva della composizione della spesa statale e una navigazione dinamica tra le diverse finalità di spesa. Ognuna viene raffigurata da una sfera la cui dimensione è determinata dalla sua rilevanza. Il colore fa percepire l'intensità di crescita rispetto al 2024. Il cerchio più imponente è la partita di giro del debito del rimborso dei titoli di stato. Si tratta dei titoli di stato sottoscritti da famiglie, banche e fondi italiani e stranieri che servono a finanziare il debito dello stato e che sono arrivati a scadenza. Spiccano gli oneri finanziari che superano i fondi per la tutela dei livelli essenziali di assistenza, mentre risalta in rosso la zavorra del bonus 110%. Complessivamente si tratta di una manovra restrittiva ossia abbiamo ridotto di  -7,8 miliardi di euro le uscite rispetto al 2024.

Nell’App istituzionale della Ragioneria di Stato è consultabile una rendicontazione dell’impatto di genere riferito all’esercizio 2023. Alla luce di una valutazione  del loro diverso impatto su uomini e donne,le spese dello stato sono riconducibili a 4 grandi categorie:

  1. Spese per misure direttamente riconducibili a ridurre le disuguaglianze di genere o a favorire le pari opportunità;

  2. Spese  sensibili che potrebbero avere un impatto  anche indiretto sulle disuguaglianze;

  3. Spese neutrali;

  4. Spese il cui impatto non è noto e richiede ulteriori approfondimenti.

Nella ripartizione per missione delle spese, tra quelle afferenti alla categoria 1) il 59% è destinato a interventi in campo di diritti sociali, politiche sociali e famiglia.

Complessivamente 4,3 miliardi di euro sono stati destinati a ridurre le disuguaglianze  di genere e corrispondono allo 0,4% degli impegni totali al netto delle spese per il personale. Tuttavia, va ricordato che non sono contemplate le misure che non comportano esborsi sul Bilancio di Stato, come quote rosa, femminicidio, o detrazioni contributi colf.  Per un’analisi dinamica dell’andamento delle spese sensibili al genere, dopo una flessione negli anni 2019-2022, il bilancio 2023 è ai livelli 2018. Mentre le spese dirette a ridurre le disuguaglianze di genere sono rimaste stabilmente piatte per i 6 anni in esame.

 

Pur riconoscendo l’importante sforzo da parte del governo italiano di  di riclassificare la spesa statale in una prospettiva di genere, tuttavia questa analisi rimane a un livello sinteticità tale da non permettere analisi più approfondite e puntuali sulle leve di spesa da azionare per ridurre le disuguaglianze di genere.

Garantire maggiore trasparenza sui dati finanziari del PNRR

Nel corso del 2024 EquALL ha partecipato, insieme alla Fondazione Openpolis ed altre organizzazioni, ad alcune iniziative per sollecitare la pubblicazione dei dati di avanzamento finanziario delle misure e degli investimenti e sub-investimenti del PNRR.

Il sito istituzionale del PNRR, Italia Domani, contiene una sezione, Catalogo Open Data, che raccoglie informazioni sull’avanzamento del Piano, sul raggiungimento dei target/milestones stabiliti nel Piano, sullo stato di avanzamento dei TAG per il sostegno climatico e digitale e molte altre informazioni ed aggiornamenti normativi.

I soggetti beneficiari ed attuatori dei vari progetti cofinanziati dal PNRR hanno l’obbligo di pubblicare sulla piattaforma online Regis, gestita dal MEF, tutti i dati di avanzamento fisico e finanziario della spesa, nonché indicatori comuni, target ed altri dati rilevanti.

Tuttavia, per tutto il 2024, il MEF non ha fornito tali informazioni nonostante la narrazione trionfalistica del Governo.

Dopo numerose sollecitazioni da parte di organizzazioni aderenti alla campagna “Dati bene comune” e richieste di accesso civico sulla base del Freedom of Information Act (FOIA), Fondazione Openpolis ha rinnovato l’appello al Governo affinché fossero pubblicati i dati di avanzamento finanziario del PNRR nel suo complesso ed anche quello dei singoli progetti, per capire quanto l’Italia stava spendendo e su quali progetti.

Nel settembre 2024 Openpolis, insieme ad altre organizzazioni tra cui EquALL, ha quindi presentato un secondo FOIA al MEF con la richiesta di pubblicazione dei dati finanziari del PNRR.

Nel contempo, EquALL ha sollecitato alcuni parlamentari affinché presentassero una interrogazione dedicata sul tema al Ministro competente.

Finalmente, il 13 novembre 2024, l’onorevole Benedetto Della Vedova di +Europa, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata in Assemblea rivolta al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. Al centro della discussione, la trasparenza nella pubblicazione dei dati sull’avanzamento finanziario del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il ministro rispondeva che “con la pubblicazione di dicembre il portale Italia Domani si arricchirà di nuove funzioni quali quelle relative ai pagamenti a livello di progetto”.

Finalmente nel mese di gennaio 2025 i dati sull’avanzamento finanziario del PNRR, progetto per progetto, sono stati pubblicati sul Catalogo Open Data del sito Italia Domani, dai quali si è potuto capire che - come aveva anticipato la Corte dei Conti - l’avanzamento della spesa al 31/12/2024 si attestava sul 27% del totale del budget ovvero circa 41,9 miliardi di euro sul totale di 194,4 miliardi.

Considerato che gli investimenti ed i progetti PNRR devono essere conclusi entro la metà del 2026, questo dato evidenzia che l’Italia è molto indietro nella attuazione del programma e che dovrà spendere oltre il 70% dei fondi in 1 anno poco più, pena il de-finanziamento dei progetti presentati.

Progetti in corso

È possibile realizzare un dibattito sull’aborto con soli uomini? Vi è capitato di assistere a conferenze, eventi o dibattiti pubblici su vari temi, dalla politica e la medicina all’arte, in cui a parlare siano solo, o quasi esclusivamente, uomini? Nel panorama politico, sociale e culturale contemporaneo, la predominanza maschile tra gli speaker passa spesso inosservata. Eppure, riflette una realtà profondamente radicata in Italia e nel mondo.

Ed è proprio sui "manels" (men-only panels) che si focalizza la nuova iniziativa di EquALL, quest'anno finanziata da Semia Fondo delle Donne.

A portare avanti questa denuncia ci aiuta anche il nostro "Dinomarchio", un simpatico dinosauro che rappresenta con ironia il maschilismo ancora presente negli eventi. 🦖

Ogni volta che avvistiamo un manel, Dino ci ricorda che è ora di cambiare rotta e costruire spazi più equi! 

 Partecipare è semplice:

✨ Sul nostro sito trovi la mappa interattiva con tutte le segnalazioni raccolte;

✨ Segui la pagina IG di Menomanels per rimanere aggiornatə su tutte le novità e i nostri post anti-manels;

✨ Se ti capita di vedere un evento privo di voci femminili o diversificate, puoi inviare la segnalazione via messaggio a Menomanels.

Trova i manels
Prossimi eventi

Durante l’assemblea di febbraio, EquALL ha ospitato un evento dedicato alla crescente reazione anti-equità negli USA e in Europa, con il ritiro delle Big Tech dai programmi DEI (Diversity, Equity and Inclusion). Insieme a I Copernicani, Base Italia e Pop AI si è discusso di come questa tendenza stia influenzando anche l’Italia. Qui puoi rivedere il video.

Il 19 maggio alle ore 21,15, il dibattito prosegue: analizzeremo i segnali di arretramento sui DEI in Italia, il ruolo delle associazioni e l’avanzata di pratiche ispirate all’antiwokismo. Partecipa anche tu!

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